I Luoghi di S.Pietro Celestino
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La sua vita: una preghiera incessante

Nella vita di S. Pietro Celestino tutto convergeva verso l’alto, verso il divino, verso il Mistero... Qui dovrebbero parlare le rocce del Morrone e della Maiella e dei vari antri che aveva scelti a sua dimora e che nel tentativo di sfuggire al chiasso della rinomanza si preoccupava di cambiare spesso. Tutta la sua vita era un immergersi continuo nella preghiera. Tanto era intensa la preghiera di fra Pietro che, assalito da animali della selva che gli invadevano il corpo, nemmeno se ne accorgeva e "recitava tutto il mattutino, piegando più volte le ginocchia" (aut.VII).

Dobbiamo e vogliamo riaffermare l’importanza della preghiera personale prolungata, costante - come quella di Pietro del Morrone - "per dare senso, dare equilibrio, per dare forza alla nostra esistenza. Diciamo questo - affermava Paolo VI - pensando ad una tendenza assai diffusa nella vita moderna: oggi purtroppo molti non pregano più, non pregano affatto. Un tempo non era così. Anche persone impegnate nella vita profana avevano almeno qualche istante ogni giorno, qualche tempo nei giorni festivi, per un pensiero, un atto cosciente, un momento interiore di orazione. Ogni fanciullo era abituato a considerare suo dovere, com’è giusto, rivolgere in ciascuna giornata incipiente e al suo termine una preghiera, un saluto, l’invocazione al Dio vivente, Padre celeste" (1975).

Per onorare S. Pietro Celestino è necessario essere uomini di preghiera, essere una chiesa che prega non solo nei momenti comunitari, nella preghiera liturgica, ma una chiesa di veri oranti. Con la preghiera tutto si ottiene.

Santa Teresa di Gesù Bambino diceva: "Per me la preghiera è uno slancio del cuore, un semplice sguardo gettato verso il cielo, un grido di gratitudine e di amore nella prova e nella gioia" .

La preghiera cristiana è una relazione di Alleanza tra Dio e l’uomo in Cristo. E’ azione di Dio e dell’uomo; sgorga dallo Spirito santo e da noi, interamente rivolta al Padre, in unione con la volontà umana del Figlio di Dio fatto uomo. (CCC.2564).

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