I Luoghi di S.Pietro Celestino
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Monastero di San Pietro Celestino in Campobasso

Lo storico locale A. Mancini dice che il monastero di S. Pietro Celestino era il monastero più antico della città. Venne, in seguito, ampliato dal discepolo prediletto di S. Pietro Celestino, Roberto da Salle.

Il monastero sorgeva sul luogo dove oggi è il municipio. Il prospetto del monastero si affacciava con sei finestre sull’attuale piazza della Libera; al centro del fabbricato era la porta della chiesa del medesimo monastero con portale in pietra locale in stile gotico. Un’epigrafe ricordava l’anno e chi fece la costruzione (A: MCCCXX).

Aveva quattro altari; due a destra, uno dedicato a S. Giorgio e l’altro a S. Pietro Celestino, altri due a sinistra, uno dedicato a S. Lucia e l’altro al Crocifisso.

Nella parete in fondo all’altare maggiore vi era la statua della Madonna della Libera molto antica.

La chiesa aveva il suo coro e un vano quale sacrestia dalla quale mediante una scaletta in legno si accedeva alle cellette dei monaci.

Nel 1456 subì forti danni a causa del terremoto, ma la fede dei Celestini e la tenacia dei fedeli riparò i danni prodotti dal sisma. Nel 1805, crollò tutto il monastero a causa del forte terremoto del 26 luglio. Rimase in piedi soltanto la parete di fondo della chiesa con la nicchia della statua della Madonna rimasta miracolosamente intatta.

Nel 1809, il governo soppresse l’ordine dei Celestini e confiscò tutti i loro beni. Così dopo seicento anni i Celestini furono costretti ad abbandonare il monastero.

Nel 1811 il monastero cadde definitivamente e anche la chiesa. Il popolo volle riedificarla costruendo il campanile e un romitorio. Nel 1860 le leggi eversive tolsero nuovamente la chiesa e il monastero dove vi erano i frati cappuccini.

Il comune di Campobasso negli anni 1870-77, dopo aver abbattuto il conventino e la vecchia chiesa, vi edificò l’attuale palazzo S. Giorgio, sede dell’amministrazione cittadina.

Sotto la pressione del popolo, le autorità del tempo, furono costrette a non cancellare del tutto la presenza della chiesa. L’estremo lato destro del nuovo palazzo S. Giorgio fu destinato a chiesa che è quella giunta sino ai nostri giorni.

Di recente restaurata, con la Statua della Libera, quattro maioliche che ricordano gli evangelisti sull’altare, è luogo di preghiera. Le suore Discepole Gesù Eucaristico, da pochi anni a Campobasso, curano l’adorazione perpetua dell’Eucarestia. La chiesa, uno scrigno di preghiera e di adorazione, con le pareti di colore celeste richiama l’eremita, molisano, papa e santo.

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